Quando il tuo bambino fa la pipì a letto -
 

Quando il tuo bambino fa la pipì a letto

 

Si parla di enuresi notturna quando un bambino dai 5 anni in poi fa la pipì a letto, minimo una volta alla settimana.
Il problema di fare la pipì a letto non si risolve da solo in breve tempo e tante volte per il bambino, ma anche per i genitori, la tensione si accumula. Il piccolo si vergogna e perde la propria sicurezza. Andare in gita per un paio di giorni o dormire a casa di un amico sono esperienze divertenti e piacevoli per un bimbo. Ma non per chi ancora bagna il letto. Esse diventano, al contrario, situazioni che un bambino vuole evitare, o che deve affrontare con tanto stress.
Per la maggioranza dei genitori, l’enuresi notturna del proprio figlio significa notti interrotte e tanti lavaggi extra. Ci sono anche genitori che si irritano o che interpretano il disagio come una debolezza del bambino. Questo può avere un’influenza negativa sul bimbo e certamente non migliora la situazione.
 
L’enuresi notturna primaria (termine medico ufficiale) è collegata al fatto che il bambino non si sveglia facilmente o non sente lo stimolo. Questa enuresi monosintomatica non è associata a nessun altro disturbo. È un sintomo che testimonia l’immaturità del controllo della vescica. La maggioranza dei bambini che fa la pipì a letto soffre di questo disturbo. Spesso non ha niente a che fare con una sovrapproduzione di urine o una vescica piccola. Il bambino, semplicemente, non sente lo stimolo durante il sonno.
 
La maggioranza dei bambini non si bagna durante il giorno dall’età di 2-4 anni. Per non fare pipì a letto ci vuole un po’ di più. Solo quando un bimbo si sveglia con un pannolino asciutto per un po’ di tempo, si può provare a levarlo anche la notte. L’85% dei bambini non indosserà più un pannolino a partire dai 5 anni. Ma quando il piccolo inizia a frequentare la scuola primaria, fare ancora la pipì a letto può diventare un problema. E 1 bambino su 10 soffre di questo disturbo, frequentemente con un gran senso di vergogna e frustrazione. Anche per i genitori si crea una situazione difficile, ma solo metà di loro chiede aiuto al pediatra. L’avviso di ridurre i liquidi la sera e portare il bambino più spesso al bagno la notte non cambia la situazione. Anzi, fare pipì mezzo addormentato peggiora il disturbo. L’uso di pannolini dà un senso di vergogna, per non parlare dei costi. Un dottore può prescrivere le medicine: l’effetto è immediato, ma la somministrazione a lungo termine è sconsigliata. Dopo l’utilizzo, inoltre, il disturbo ritorna nel 75-100% dei bambini.
Il trattamento più indicato, secondo numerosi studi medici, è l’utilizzo di un allarme che costituisce un’autentica educazione del sistema di continenza.
Un’enuresi notturna non curata può divenire fonte di disturbi renali e per il 2% rimane un problema anche nell'età adulta!
La maggior parte dei bambini affetti da enuresi notturna non sono coscienti della loro minzione involontaria durante il sonno. Urifoon è dotato di un sistema di allarme che sveglierà il bambino alle prime gocce di urina. Per questo usiamo slip predisposti per femmine o maschi. In questo modo, il bambino potrà prendere coscienza dello stimolo dal primo momento ed imparerà a gestire il bisogno, acquisendo il riflesso di svegliarsi per andare in bagno. È un metodo basato sul condizionamento del riflesso del Dott. Pavlov. Ci vuole impegno sia da parte del bimbo che dei genitori, ma così, in tre mesi, il problema sarà risolto per più del 90% di questi bambini.
 
L’enuresi notturna secondaria invece (15% di casi) può essere caratterizzata da cause psicologiche come ad esempio l’arrivo di un neonato in casa, la separazione dei genitori, subire violenza o l’inizio della scuola. Per lungo tempo il bambino non usava il pannolino la notte, ma adesso si bagna di nuovo. Un allarme può aiutare, ma un consulto con il pediatra o lo psicologo è più adatto per iniziare. Anche per anomalie fisiche (ad esempio un’infezione urinaria o la sovrapproduzione di urina) è raccomandabile una visita medica più specifica.

Se avete bisogno di un sostegno psicologico o quando si tratta di enuresi notturna secondaria potete sempre chiedere il parere della nostra Psicologa Dott.sa Maaike van Ingen, psicologa specializzata in Terapia Cognitivo Comportamentale (TCC). Potete contattare contattare direttamente via e-mail info@maaikevaningen.it o visitate il sito  www.maaikevaningen.it 

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